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LA PAROLA DEL PAPA

CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 4 febbraio 2010 (ZENIT.org).- 
 

 LA PAROLA DEI VESCOVI ITALIANI

Pubblichiamo di seguito la dichiarazione dei vescovi italiani sulla questione del "crocifisso nelle scuole", di cui tanto si dibatte in queste settimane (vedi sotto).

Si è svolta dal 24 al 28 maggio 2010, a Roma, la 61a assemblea generale dei vescovi italiani. Per leggere il documento finale, consulta il sito ufficiale della CEI (Conferenza Episcopale Italiana): http://www.chiesacattolica.it/cci_new/cei/

 

LA PAROLA DELL'ARCIVESCOVO

CROTONE, 25-26 GIUGNO 2010 - Si è svolta presso la parrocchia San Paolo la Convocazione diocesana con lo scopo di verificare il percorso dell'anno pastorale appena concluso e di indicare le linee per avviare il nuovo anno 2010-2011. Consulta il sito diocesano: http://www.crotone.chiesacattolica.it/

 

* * *

Dichiarazione sulla questione dell'esposizione dei simboli religiosi cristiani

PRESIDENZA DELLA CEI

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, riunitasi il 16 giugno 2010, ha approvato la seguente dichiarazione sulla questione dell’esposizione di simboli religiosi cristiani nelle scuole, in vista dell’imminente decisione della Corte europea dei diritti umani n. 30814/06 Lautsi c. Italia, disponendone la pubblicazione. 



In vista dell’imminente decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo, intendiamo richiamare l’attenzione sull’importanza che la questione dell’esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche assume in relazione ai sentimenti religiosi delle popolazioni e alle tradizioni delle Nazioni d’Europa.

La presenza dei simboli religiosi e in particolare della croce, che riflette il sentimento religioso dei cristiani di qualsiasi denominazione, non si traduce in un’imposizione e non ha valore di esclusione, ma esprime una tradizione che tutti conoscono e riconoscono nel suo alto valore spirituale, e come segno di un’identità aperta al dialogo con ogni uomo di buona volontà, di sostegno a favore dei bisognosi e dei sofferenti, senza distinzione di fede, etnia o nazionalità.

Auspichiamo che nell’esame di una questione così delicata si tenga conto dei sentimenti religiosi della popolazione e di questi valori, come pure del fatto che in tutti i Paesi europei si è affermato e si va sviluppando sempre più positivamente il diritto di libertà religiosa, di cui l’esposizione dei simboli religiosi rappresenta un’importante espressione. Le Chiese cristiane favoriscono ovunque il dialogo con altre Chiese e religioni e agiscono come parte integrante delle rispettive realtà nazionali, che in materia di simboli religiosi conoscono normative diverse e un’autonoma evoluzione sociale e giuridica. Una scelta non penalizzante per la simbologia religiosa risulterebbe in linea con il principio di sussidiarietà che presiede al rapporto tra Stati e istituzioni europee, nel rispetto delle tradizioni millenarie di ciascun popolo e di ciascuna Nazione.

Roma, 16 giugno 2010

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Meditazioni Don Ottorino
NON MISURARE LE COSE CON LA MORALE MA CON L’AMORE
Una maniera per attaccare l’orgoglio alle sue radici e diventare a poco a poco umili di spirito e di cuore è lo spirito di obbedienza. Voi direte: “A chi dobbiamo obbedire? Per quale motivo? In che modo?”. Prima di tutto, fratelli miei, obbedienza a Dio, obbedienza ai suoi comandamenti. Non mettiamoci a giudicare, ma obbediamo: il Signore ci ha detto così. Sono il nostro Padre e il nostro fratello Gesù che ci comandano certe cose, e allora meno discussioni e più azioni, meno chiacchiere e più fatti!
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